" target=_blank> 22. Aster - 2009-12-31 11:20:11 |
Ciao Sisu, non potevo non farti visita e augurarti tutto il bene del mondo! Ti auguro di realizzare i tuoi sogni.....ma se ciò non dovesse accadere, continua a sognare......io lo faccio sempre! Chissà forse il segreto non è trovare qualcosa, ma cercarla senza stancarsi mai!
Un bacio!  |
" target=_blank> 21. c00n - 2009-12-17 05:16:11 |
| check it out |
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20. Silvana - 2009-09-26 08:58:45 |
La tortura psicologica del mobbing
Una cappa di “silenzio” è calata sulla tematica del mobbing; è da tempo, ormai, che tutto tace sull’argomento. Qualche anno fa pareva che, finalmente, i riflettori dei mass-media si stessero accendendo su questo fenomeno criminale; qualche trasmissione televisiva, ogni tanto, ne parlava, nelle sale cinematografiche usciva il film della Comencini “Mi piace lavorare (mobbing)”, su internet erano nati diversi siti che raccoglievano testimonianze di vittime, diffondendo, al contempo, gli sviluppi legislativi sull’argomento. Improvvisamente questi siti o sono stati oscurati o non venivano più aggiornati, lasciando nella più assoluta mancanza di informazioni le numerose vittime di mobbing “assetate” di giustizia. Ultimamente la tematica si sta riproponendo su face-book senza aggiungere, tuttavia, nulla a ciò che i conoscitori del fenomeno già sapevano.
Sete di giustizia è l’espressione più appropriata per esprimere lo stato d’animo di chi è vittima di questo crimine, poiché quando si parla di mobbing, si discute di tortura psicologica con pesanti conseguenze sull’esistenza di un individuo.
Il mobbing è un assassinio che non lascia né cadaveri, né armi. Quando si uccide qualcuno usando una pistola, il morto diventa la prova di un reato sul quale gli organi competenti dovranno indagare per scoprirne i responsabili. Quando invece una persona è torturata psicologicamente, si mira a distruggerla “di dentro”, istigandola al suicidio tramite isolamento, emarginazione, inattività forzata, umiliazioni e con varie altre forme subdole di prevaricazione prolungate nel tempo. Si cerca di ottenere lo stesso risultato di un assassinio, in maniera più “pulita”; il mobbizzato diventa un “cadavere vivente” e i suoi assassini ritengono di non potere essere etichettati come tali, solo perché non hanno lasciato tracce di sangue sull’aggredito. Le ferite inferte, tramite la tortura subita, sono ben celate all’interno della persona!!! Qualunque forma di tortura è una violazione dei diritti umani vietata dalle leggi, ma non impedita.
Si tortura per estorcere confessioni, punire reati o presunti colpevoli di reati, imporre disciplina o supremazia psicologica, seminare il terrore. La tortura è, dal punto di vista chi la usa, un metodo estremamente efficace; anche quando non uccide, incute paura e annichilisce. Il suo obiettivo ultimo non è la morte della vittima ma il suo annientamento come essere umano, l’annullamento della sua personalità, dignità, individualità. Non a caso, le conseguenze psicologiche e sociali della tortura sono ben più profonde e difficili da cancellare di quelle fisiche.
La tortura, sia fisica che psicologica, esiste perché fa parte di un vero e proprio “sistema”, fatto di azioni (l’ordine tacito o esplicito di torturare, la “formazione” del torturatore, l’atto della tortura) e di omissioni (la negazione delle responsabilità, le mancate indagini, l’assenza di punizioni) e reso possibile da una parola-chiave; impunità, ovvero quel meccanismo per cui i responsabili della tortura non vengono puniti e le vittime della tortura non ottengono giustizia.
Quando si parla di tortura si pensa in genere a quella fisica e riesce difficile capire la tortura psicologica. Chi ha letto il libro “Se questo è un uomo” di Primo Levi, trova un’eccellente descrizione del tipo di “ferite interiori” inferte a chi è sottoposto a questo tipo di tortura, che presuppone, in chi la attua, il mancato riconoscimento dell’altrui dignità di essere umano e scrivo questo con la consapevolezza che tale concetto potrà essere compreso solo da chi ha vissuto le stesse sensazioni, sia pure in altri contesti.
A torture psicologiche sono stati sottoposti gli ebrei, i negri, i dissidenti nei regimi dittatoriali e tutti quegli individui che vengono discriminati dalla classe di potere dominante o dal gruppo sociale di appartenenza. A tortura psicologica (mobbing) sono sottoposti i dipendenti “scomodi” nelle aziende, tramite un massacro quotidiano perpetrato sotto gli occhi dei colleghi, che vedono e tacciono per connivenza o per vigliaccheria. Chi tace, si rende complice col suo silenzio, al perpetuarsi di questo crimine, ritenendo “erroneamente” di non poter diventarne vittima lui stesso o i propri figli!!!
Quando verrà rotto il muro di silenzio con cui si nasconde il crimine del mobbing? E chi sentirà il dovere morale di fare qualcosa? Come mai i mass media e i giornalisti più agguerriti non hanno mai ingaggiato una battaglia martellante su questo tema, con l’intento di una pressione politica finalizzata all’adozione di una legge ad hoc? Che fine fanno le denuncie di coloro che si rivolgono ai Magistrati riponendo fiducia nella Giustizia? E’ mai possibile che, in presenza di un vuoto legislativo, coloro che dovrebbero svolgere la propria professione animati dal sacro fuoco di un alto ideale, non riescano a trovare, tra i “meandri” delle numerosissime Leggi già esistenti, uno spiraglio per poter inquadrare come reato penale il crimine del mobbing?
E’ scandaloso il fatto che la violenza psichica in cui si concretizza il mobbing e che distrugge l’esistenza di un essere umano, sia considerato un reato amministrativo, risarcibile con un semplice indennizzo economico!!!.
Chi denuncia la tortura psicologica subita, si ritrova “solo” a combattere una dura battaglia, abbandonato a se stesso da chi si proclamava paladino della giustizia, isolato, talvolta, dai suoi stessi familiari, con la consapevolezza che, per proteggere il silenzio omertoso su certe vicende, esiste chi sarebbe pronto ad usare qualsiasi arma!!!
Sembra che da più parti esista una ritrosia a identificare il mobbing, (i cui effetti, oltre ad esplicarsi nell’ambito lavorativo, distruggono ogni aspetto della esistenza delle vittime), come un crimine pianificato dalla “mafia dei colletti bianchi”, mirante a liberarsi di un dipendente scomodo.
Concludo auspicando che coloro che sono dotati di strumenti politici, giudiziari e di informazione utilizzino il loro potere per combattere e sconfiggere il crimine del mobbing, affinchè il prezzo di tante vite distrutte possa servire per consegnare alle nuove generazioni una società ove la Giustizia non sia una pura utopia!!!
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19. Mario Delorenzis - 2009-09-25 20:08:09 |
Cara Giovanna, ho letto l’appello dell’anonima precedente degli over 40 e non mi è sembrato tanto significativo e questo perché vengono dati indirizzi del web da visitare e poi non si possono visitare. Forse ti vogliono obbligare ad iscriverti per poi avere una password; è incredibile ti chiedono di aderire con una firma e poi non ti rendono facile il poterlo fare.... Accà nisciuno è fesso, alcuni però son proprio cecati, ci cascano e ci credono. Mario Delorenzis  |
" target=_blank> 18. Sognografica - 2009-09-24 10:07:37 |
Ciao sono una donna over 40 e disabile. Ho visitato il tuo sito e l’ho trovato mlto interessante ricco di argomenti.
Da qualche mese su facebook mi sono gemellata con altri due gruppi che trattano le problematiche sui disoccupati ober 40 e a tal proposito insieme con due associazioni abbiamo stilato una petizione a favore dei disoccupati 0ver 40 che è partita ad agosto e inserita in rete per la raccolta delle firme.
La petizione si trova nel seguente sito;
www.sottoscrivo.com/85_diritto-al-lavoro-per-gli-over-40.htm
Quello che vorrei sapere se sei d’accordo se potevi aiutarci nella diffusione della petizione infatti dobbiamo arrivare a raccogliere 50.000 numero minimo per fare in modo che ci sia la possibilità di formulare un disegno legge in sede di parlamento.
Potrai trovare tutti i dettagli della petizione non solo nel mio gruppo su facebook che si trova nel seguente link;
www.facebook.com/home.php#/group.php?gid=45847457534
ma anche al gruppo su facebook di riferimEnto al seguente link;
www.facebook.com/home.php#/group.php?gid=155074945224
Ti sarei grata se mi potrai dare una risposta positiva in merito.
Se ti farà piacere ti invito a visitare il mio sito di grafica su Altervista al seguente link;
sognografica.altervista.org
Un saluto e a presto grazie per l’attenzione |
" target=_blank> 17. Giacomo Montana - 2009-08-03 06:50:59 |
I lettori conoscono Giovanna Nigris, tanto attraverso le sue poesie quanto alla sua autobiografia in chiave obiettiva e attenta, consistente nella narrazione delle sue sofferenze, accompagnate dalle prove documentali della sua vita vissuta atrocemente da mobbizzata nel ruolo funzionale di impiegata dipendente di un ospedale pubblico. E’ una scrittrice tutta fatti e speranze, donando così importanti riflessioni ai lettori. Su ogni suo componimento c’è il suo tipico ed esemplare modo di essere donna paziente e al tempo stesso tenace; un modo spesso sorprendente, ma sempre pratico e pacato, in mezzo ai dolori e alle speranze della vita. Chissà quanto bisognerebbe cercare, anche andando a ritroso nel tempo per trovare una poetessa emergente, che ha saputo essere così al femminile con infinita pazienza, pur vivendo in mezzo alle torture di soggetti senza scrupoli e di altri che con viltà illimitata nel tempo le hanno sempre boicottato una regolare giustizia in tribunale. Per farla breve Giovanna Nigris è stata lavoratrice, moglie, madre e poi vittima di un marcio sistema che a tutti i costi e con diversi sporchi boicottaggi e artifici viene fatto apparire nella norma. Essa ancora nella morsa degli effetti di tutte le illegalità commesse nei suoi confronti, tutt’ora mantiene una partecipazione acuta per combattere una gran finta giustizia e una grave costante inerzia delle istituzioni, attuata ai suoi danni a mio modesto parere, da fare inorridire anche chi di solito è indifferente. Giacomo Montana
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16. Paola Brandi - 2009-02-20 18:00:27 |
"ho visitato il tuo sito, belle le tue opere. Mi ha colpito molto la bellezza del tuo studio di grafica, poesia e...tutte le tue iniziative ! Complimenti" Paola  |
" target=_blank> 15. Agostino "16:9" Pe - 2009-02-19 19:51:27 |
ciao a tutti è da 1 paio di anni ke ho postato in questo blog.
Sono continuate le vessazioni nei miei confronti.
ciao giovanna se vuoi maillami e ti dirò qualke cosa al riguardo.
ciao |
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14. Giacomo Montana - 2009-01-22 00:45:52 |
Quando ci sono situazioni che non garantiscono stabilità e sicurezza su qualcosa o qualcuno, significa che le fondamenta che fanno da radice al "positivo" sono lesionate ed hanno ceduto come consistenza e compattezza. In ogni fenomeno primario, le fondamenta sono le basi più importanti e indispensabili. I quattro punti cardinali; le quattro stagioni; i quattro elementi, aria, terra aria e fuoco ecc. Qualsiasi vita deve avere le fondamenta per sopravvivere. Nella convivenza civile ci devono essere tre basamenti; rispetto, fiducia e stima. Questi tre generano l’altro punto base; l’unità. La funzione di costruire insieme per raggiungere il bene comune. E’ così che si creano gli equilibri per vedere la civiltà vera realizzata tale per tutti. Leggendo le osservazioni di Silvana mi ha dato l’input di scrivere altre mie osservazioni riguardanti il mobbing. Esse sono scritte col titolo "IL MARTIRIO CHIAMATO MOBBING" nel seguente link ; politicalshaman.splinder.com/ Giacomo Montana
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" target=_blank> 13. Gio - 2009-01-21 19:04:26 |
| Silvana, ti ringrazio infinitamente. Raramente ho letto una analisi così approfondita e veritiera per quanto riguarda il mobbing. Scrivo poco per lasciare piena visibilità al tuo post. Cari saluti. Ad maiora. Gio |
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