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10. Gio-Sisu - 2008-11-17 22:19:49 |
| Ciao Maida, mi è dispiaciuto leggere ancora che ci sono sempre più persone che vivono come me il problema. Quando il mobbing ti distrugge dentro, ogni cosa ti sembra superflua e ti senti un peso sulle spalle che ti blocca in ogni cosa che fai. Il dolore lo può capire solo chi lo subisce e non è facile a volte andare avanti, anche con la Fede, come dice Agimurad. Ti auguro di trovare quella forza dentro di te oltre che con l’aiuto divino. Solo sfogando il tuo dolore come hai fatto con la poesia o anche con altre iniziative pubbliche, potrai trovare la forza di continuare a lottare. Se vuoi scrivimi privatamente dalla sezione contatti. Ti potrò inviare il mio tel. per parlare un poco. Ti abbraccio e ti sono vicina con affetto. Gio |
" target=_blank> 9. Agimurad - 2008-11-17 21:13:04 |
| Carissima Maida, quello che tu dici rispecchia lo stato d’animo di parecchie persone; sono coloro che soffrono anche per gli altri. Essi vedono un tunnel buio e privo d’ illuminazione, ma vedono anche la inesauribile luce divina che li accompagna e non li abbandona. Apri gli occhi e guardala anche tu, non isolarti, essa ti sostiene e ti guida attraverso la voce dell’anima. Impara a rispondere alle provocazioni con un sorriso, disarma così chi ti tende la rete del fallimento, dell’isolamento, della sconfitta. Nel tuo animo vi è ancora percepibile un segno indelebile di un’altra grave delusione a cominciare da quella subita in famiglia. Oggi il tutto si somma col passato e di conseguenza, della vita avverti un quadro disastroso, un triste silenzio che ti fa riflettere quelle parole che non sono state ascoltate, comprese; una coscienza illuminata che come vedi si fa notare anche a distanza. Non avere paura di affrontare e col tempo superare le amarezze, le delusioni, poi non resteranno altro che tristi e lontani ricordi. Ogni giorno bisogna educare e rinforzare il nostro cuore umano a cogliere ogni scoperta, ogni segno e ogni gesto anche come messaggio continuo e indiretto che ci giunge per percepire che non siamo mai stati soli e proprio per questo non dobbiamo guardare solo al tunnel buio, ma continuare la lotta contro la sofferenza e il dolore. Il Grande Spirito è con te. Wakan Tanka ti darà la forza, devi solo ascoltarlo come hai fatto sfogandoti, riuscendo a scrivere una poesia da un mare in burrasca. Agimurad |
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8. maida - 2008-11-15 08:48:41 |
Ciao, è la prima volta che entro in questo sito. Ho appena finito di leggere il racconto dei due uomini in ospedale. Sono commossa. In questo mondo in cui pullulano esseri aridi e prevaricatori, esistono storie così. Storie che testimoniano che l’esistenza del cuore esiste laddove vi è la sofferenza vera. Tra le persone UMANE. Sono vittima del male oscuro del mobbing, sto vivendo (si fa per dire, visto che non cucino, non pulisco e non faccio altro che cercare tra il sito la soluzione all’ingiustizia che sto subendo),dicevo, sto vivendo in modo devastante le cattiverie che mi sono state inflitte da una dirigente prima e, dalla stessa Amministrazione ora. Ho denunciato la dirigente, ma ho sbagliato, contro di me adesso è tutta l’Amministrazione. Non voglio più andare a lavorare, mi offendono in continuazione ed io mi sono chiusa in casa. Ho paura!!! Ho scritto una poesia sull’onda del sentimento della rabbia e dell’impotenza, te la invio di seguito. Spero che dalle sedie del parlamento qualcuno si alzi e cerchi di presentare una seria proposta di legge che metta fine a queste persecuzioni. Spero che esista qualcuno giusto, ma io ci credo poco.
Ti faccio tanti auguri di cuore Maida
"Sport malvagio - Mobbing………e serpenti"
Aspettano la preda, nascosti tra sterpaglie
attendono i passi per sferrar morsi di morte
Il sole li acceca la notte li esalta
esseri immondi in viscida pelle
La preda è presa a caso, poi, comunque mirata
impunemente sacrificata alla loro crudeltà
Morsi taglienti e livore di labbra
sputando veleno e vomitando marcio sangue
Imbrattano le pietre che da alcova fanno
al patto che li unisce in complici misfatti
Né resa di conti, né mai sguardo alla coscienza
nè sonni agitati, mai travagli, né tormenti
Né giustizia che annienti questi cuori serpenti
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" target=_blank> 7. Giacomo Montana - 2008-10-24 13:21:44 |
| Ho constatato da molti anni che c’e’ gente che ama torturare psicologicamente le persone, persino ancora dopo averle continuamente danneggiate. L’indifferenza, la complicita’ e l’egoismo sono i migliori alleati dei criminali che continuano ad infierire su chi e’ più debole e indifeso, tanto da far trarre continua gioia sempre maggiore ai criminali, tanto impuniti quanto incalliti. In questo modo vengono stravolti i punti di emotivita’ fragile delle persone deboli prese a bersaglio, facendo sorgere negli stessi malviventi un qualcosa, come fosse una sorta di feticismo che lascia in situazioni disperate qualcuno per vedere la tragica e sofferente loro reazione. |
" target=_blank> 6. Gio-Sisu - 2008-10-18 17:43:43 |
Archimede39 grazie per la tua solidarietà e pubblicazione. Mi fa molto piacere apparire nel tuo sito che ha una grande importanza e contenuto sociale. Passo a lasciarti un messaggio. Buona domenica! Gio  |
" target=_blank> 5. archimede39 - 2008-10-18 17:03:09 |
| Ciao Giovanna, un affettuoso saluto dalla provincia di Imperia. Ho inserito nel mio blog una poesia dell’ amico Giacomo; "Tu sai", una poesia che parla del Mobbing... e, facendo questo ho anche messo il tuo link. Ciao buon fine settimana |
" target=_blank> 4. Caribù - 2008-10-04 22:33:07 |
Ciao Giovanna, grazie, buona domenica anche a te. Che belle cose che ho letto qui.Tu sei speciale e tutti ti vogliamo un gran bene. Un abbraccio grande Caribù |
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3. celeste romito - 2008-10-04 21:33:47 |
Carissima Gio, ti ringrazio per questo spazio messo a disposizione in cui spero di farti cosa gradita nel riportarvi il bellissimo racconto trasmessomi da una persona altrettanto speciale che ha subito un mobbing come te. Per fortuna esistono ancora coraggiose testimonianze che ci consentono di continuare a credere nei Valori, dandoci la forza per continuare a credere e per combattere per il Bene e per la Verità.
Buona lettura.
"Due uomini, entrambi molto malati, occupavano la stessa stanza d’ospedale.
A uno dei due uomini era permesso mettersi seduto sul letto per un’ora ogni pomeriggio per aiutare il drenaggio dei fluidi dal suo corpo. Il suo letto era vicino all’unica finestra della stanza. L’altro uomo doveva restare sempre sdraiato.
Infine i due uomini fecero conoscenza e cominciarono a parlare per ore. Parlarono delle loro mogli e delle loro famiglie, delle loro case, del loro lavoro, del loro servizio militare e dei viaggi che avevano fatto.
Ogni pomeriggio l’uomo che stava nel letto vicino alla finestra poteva sedersi e passava il tempo raccontando al suo compagno di stanza tutte le cose che poteva vedere fuori dalla finestra. L’uomo nell’altro letto cominciò a vivere per quelle singole ore nelle quali il suo mondo era reso più bello e più vivo da tutte le cose e i colori del mondo esterno.La finestra dava su un parco con un delizioso laghetto. Le anatre e i cigni giocavano nell’acqua mentre i bambini facevano navigare le loro barche giocattolo. Giovani innamorati camminavano abbracciati tra fiori di ogni colore e c’era una bella vista
della città in lontananza. Mentre l’uomo vicino alla finestra descriveva tutto ciò nei minimi dettagli, l’uomo dall’altra parte della stanza chiudeva gli occhi e immaginava la scena. In un caldo pomeriggio l’uomo della finestra descrisse una parata che stava passando.Sebbene l’altro uomo non potesse sentire la banda, poteva vederla. Con gli occhi della sua mente così come l’uomo alla finestra gliela descriveva. Passarono i giorni e le settimane.
Un mattino l’infermiera del turno di giorno portò loro l’acqua
per lavarsi e trovò il corpo senza vita dell’uomo vicino alla finestra, morto pacificamente nel sonno. L’infermiera diventò molto triste e chiamò gli inservienti per portare via il corpo. Non appena gli sembrò appropriato, l’altro uomo chiese se poteva spostarsi nel letto vicino alla finestra.
L’infermiera fu felice di fare il cambio, e dopo essersi assicurata che stesse bene, lo lasciò solo.
Lentamente, dolorosamente, l’uomo si sollevò su un gomito per vedere per la prima volta il mondo esterno.Si sforzò e si
voltò lentamente per guardare fuori dalla finestra vicina al letto. Essa si affacciava su un muro bianco. L’uomo chiese all’infermiera che cosa poteva avere spinto il suo amico morto a descrivere delle cose così meravigliose al di fuori di quella finestra. L’infermiera rispose che l’uomo era cieco e non poteva nemmeno vedere il muro. ’Forse, voleva farle coraggio. disse"
Vi è un’immensa felicità nel rendere felici gli altri, anche a dispetto della nostra situazione. Un dolore diviso è dimezzato, ma la felicità divisa è raddoppiata. Se vuoi sentirti ricco conta le cose che possiedi che il denaro non può comprare. Oggi è un dono, è per questo motivo che si chiama presente. CARPE DIEM (http://sisu-g.splinder.com/) |
" target=_blank> 2. Giacomo Jim Montana - 2008-10-04 14:11:30 |
Leggere in questo book, avendo già letto il precedente, le vostre osservazioni, comunicazioni o saluti, da una gioia nuova. Si capisce subito che si tratta di parole che vengono dal cuore anche attraverso una simpatia, un saluto, un bigliettino d’auguri che con voi lettori e autori ci accompagna e aiuta facendo rifiorire la “pianta dell’armonia” che noi tutti insieme coltiviamo. L’avvenire un giorno sarà così piacevole tanto come gustare il profumo di un pino in una giornata di sole nel bel mezzo di una mesta ombra e d’oblio che ci dona una possente quercia. E’ così che discorrendo e osservando senza pregiudizi potremo parlare di tutto, per esempio; di cronaca mondana, di accadimenti locali, d’arte, cultura, poesia o quant’altro è altrettanto apprezzabile per uscire dalla monotona vita frenetica, consumistica, che viaggia persino a braccetto all’indifferenza, all’egoismo e alla più squallida e incredibile deturpazione della vita di qualcuno. Coltivare la pianta dell’armonia aiuta ad esser felici tanto quanto più tale creatura la si vede crescere rigogliosa, splendida e al tempo stesso laddove ne impediamo la sua distruzione che avverrebbe causata della presenza di erbacce, foglie secche e parassiti che la soffocano sino a farla scomparire. Ora possiamo rallegrarci dell’inizio di un nuovo bel giorno!!
Tarvisio, 3 ottobre 2008
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" target=_blank> 1. Giacomo - 2008-09-28 14:56:01 |
Ciao Giovanna, bentornata dalla Carnia tua terra di origine, che ti ha dato tante nuove energie psicofisiche per continuare nella tua estenuante lotta per la giustizia. Coraggio!  |
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